Dopo l’Esecutivo straordinario della Federazione, il sindacato dichiara lo stato di agitazione: “proposte irricevibili” su autonomia e modello territoriale, ma apertura sulla riforma della formazione
“Un incontro interlocutorio che segna, speriamo, la riapertura di un dialogo nel merito delle proposte avanzate. Abbiamo confermato il nostro no al passaggio a dipendenza per i medici di famiglia, tra le aperture ricevute quella dell’abolizione del ruolo unico nel prossimo ACN. Come FMT, vista l’inamovibilità delle regioni, abbiamo dato la nostra disponibilità a trovare soluzioni praticabili, e condivise, prima dell’emanazione del decreto, per mettere a regime le Case di Comunità, a patto che non si scarichino sui medici ulteriori oneri. In questo contesto, abbiamo puntualizzato sui cosiddetti ‘debiti orari’ come i medici di medicina generale rispondano già agli impegni previsti nelle Case di Comunità: non è quindi accettabile appesantire il loro impiego con ulteriori previsioni di ore e turni”. Ha dichiarato il segretario nazionale di Federazione dei Medici Territoriali Francesco Esposito”.
